Content strategy come misurare i dati

Una buona content strategy non è sempre sufficiente se non accompagnata dai dati a corredo di ciò che viene diffuso online attraverso blog, siti, social.

La content strategy è data infatti da un insieme di elementi che devono necessariamente coniugarsi tra loro e non possono in alcun modo essere scissi per far fronte a iniziative a senso unico.

Non si può infatti pensare di curare solo i social trascurando il contenuto di qualità vero e proprio, ma è logico che gli attori in gioco devono necessariamente essere tanti e diversi tra loro.

Non solo questo: un tempo i brand erano molto più riconoscibili, mentre le analisi oggi riguardano molti parametri tra loro diversi, dai canali in cui si inseriscono i contenuti alla copertura sul territorio, dal benchmark come valutazione delle concorrenza fino al coinvolgimento degli influencer:  tutti fattori misurabili, che denotano il successo o il fallimento di una campagna. In questo i tradizionali strumenti di analisi come Google Analytics e Talkwalker contribuiscono e molto a cogliere e intercettare le tendenze della rete: di cosa si parla, per quali motivi, cosa accade a chi parla di un determinato argomento.

Si tratta di ottimi strumenti per capire come si muovono i propri utenti, in che termini e quali siano le loro conoscenze. Tutti aspetti da cui non si può prescindere per una buona organizzazione e per conoscere dal profondo i propri utenti, prima di procedere con ogni tipo di campagna di comunicazione online.

Il contenuto ha un ruolo centrale, ma nessuno lo dice

Bruce Hakutizwi, manager di una grande azienda statunitense, mi ha fatto pensare e molto all’importanza del contenuto quando si lavora in ambito digitale.
Un mondo, quello dei contenuti, della comunicazione online, che spesso passa inosservato ai più ma che invece è determinante.
Un mondo che soffre della supremazia tecnologica a cui a volte siamo costretti.
Ci sono invece delle riflessioni che vale la pena fare sugli aspetti centrali di come il mondo dei contenuti possa avere un ruolo centrale. Bisogna accettare l’idea, come suggerisce Hakutizwi, di una maggiore collaborazione all’interno dei team dedicati a un prodotto specifico.
E oltre a questo, l’idea che il marketing dei contenuti online nelle grandi aziende,  si sposi con il marketing e le vendite e non si adegui al resto, cercando di aggiustare e oliare meccanismi rotti o in procinto di rompersi. 
Marketing dei contenuti che inoltre deve essere parte integrante della strategia di marketing. Per una crescita orientata davvero al successo di un business, è forse necessario integrare tutti gli attori, senza che questi entrino in conflitto tra loro. 
Come fare se non affidandosi a persone specializzate nel miglioramento dei processi e nell’ottimizzazione? Non sempre è chiara l’importanza del contenuto è vero, ma ancor meno chiara è l’importanza del miglioramento e dello snellimento dei processi, che le aziende ancora non riescono ad accettare.
Una cultura e un tessuto aziendale possono cambiare anche attraverso il passaggio a un clima maggiormente collaborativo.
Lavorare guardando all’insieme e non alla propria realizzazione.
E se questo messaggio attecchisce, allora forse si può trovare maggiore stabilità e un prodotto può diventare davvero un prodotto di successo.