Un cantautore

Sarà il legame geografico che me lo rende più vicino, ma trovo che Brunori SAS al secolo Dario Brunori, classe 1977, abbia realizzato un piccolo capolavoro. Il suo “A casa tutto bene” è una vera perla nel panorama della musica d’autore Italiana. Quella musica che è ancora rappresentata dignitosamente da autori e cantautori di un certo spessore, fuori (e non a caso) dal mondo mediatico e aleatorio dei Talent.

Dario Brunori è soprattutto questo: un autore, un cantautore e un musicista poliedrico e capace di regalare al pubblico tutto se stesso. Lo fa con ironia ed eleganza, con intelligenza e consapevolezza e con quella maturità finalmente raggiunta, che lo porta a essere lontano dal ragazzo che sulla “spiaggia di Guardia rovente” provava e sognava di emergere.

E ora che finalmente raccoglie i molti frutti del suo coraggioso e paziente cammino, è giusto riconoscere in lui un autore con la A maiuscola, una delle poche realtà musicali interessanti, nel triste panorama della musica italiana.

Ascoltando “A casa tutto bene” mi è accaduta una cosa strana e unica. Mi è piaciuto tutto l’album, nel suo insieme.  Non esiste un brano che mi è piaciuto meno o, come accade nella maggior parte delle volte, un brano che “bello sì ma non abbastanza”. In un album ho trovato sempre qualcosa che mi convinceva e qualcosa che mi convinceva poco. Questa volta è diverso. L’album è tutto davvero bello. Struggente nelle canzoni d’amore, intenso nelle canzoni di riflessione sociale, sincero. Vero.

Uno dei brani che ho apprezzato di più è “Diego e io” la struggente storia d’amore di Frida Kahlo e Diego Rivera.

Disarmante.

 

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